In breve
- L'induzione riscalda direttamente il fondo della pentola, quindi richiede pentole con il fondo magnetico.
- Il piano da incasso più comune è largo 60 cm e ha quattro zone; per una cucina piccola va bene un modello da 30 cm con due zone.
- Un piano a quattro zone ha di solito una potenza intorno a 7 kW; la piena potenza richiede di solito un allacciamento trifase e il collegamento spetta a un elettricista.
- Conviene a chi cucina ogni giorno e ha, o è disposto a comprare, pentole adatte; la vetroceramica costa meno ed è sufficiente per chi cucina solo ogni tanto.
- Tra le funzioni contano soprattutto le zone unibili, la funzione boost e il timer.
Cominciamo dal confronto con ciò che forse avete già in casa, perché è questo a decidere se il passaggio all'induzione ha senso.
Cosa troverete nell'articolo:
Induzione, vetroceramica o gas
L'induzione scalda soltanto il fondo della pentola, la vetroceramica riscalda prima il vetro e il gas usa una fiamma libera. Ne derivano differenze di rapidità, di pulizia e di pentole utilizzabili.
| Tipo di piano | Come scalda | Reazione al cambio di potenza | Pentole |
|---|---|---|---|
| A induzione | il campo magnetico scalda il fondo della pentola | immediata | solo con fondo magnetico |
| In vetroceramica | resistenza sotto il vetro | più lenta, il piano resta caldo a lungo | qualsiasi con fondo piatto |
| A gas | fiamma libera | immediata | quasi qualsiasi |
Confronto generale, i singoli modelli possono differire.
Il vetro liscio, sia a induzione sia in vetroceramica, si pulisce facilmente. Sull'induzione, inoltre, il cibo caduto si attacca meno, perché il vetro si scalda solo a contatto con la pentola. Il rovescio della medaglia è il prezzo: l'induzione di solito costa di più della vetroceramica, che per chi cucina solo ogni tanto può bastare.
Tutti i tipi li trovate tra i piani cottura.
Come funziona il piano a induzione
Sotto il vetro c'è una bobina percorsa da corrente alternata, che genera un campo magnetico. Nel fondo della pentola il campo induce delle correnti che lo scaldano. Il calore nasce quindi direttamente nella pentola, non nel piano. Il vetro si scalda solo per il contatto con il fondo, perciò è meno caldo che con la vetroceramica, ma dopo la cottura resta tiepido per un po'. Tenete d'occhio l'indicatore di calore residuo.
Senza pentola il piano non scalda, e la maggior parte dei modelli riconosce quando sulla zona non c'è nulla.
Larghezza e numero di zone
Il piano da incasso più diffuso è largo 60 cm e ha quattro zone. Per due persone in una cucina piccola basta un modello da 30 cm con due zone. A una famiglia di solito bastano 60 cm, mentre una casa numerosa con pentole grandi apprezzerà 80 cm o più.
| Larghezza del piano | Numero di zone | Adatto a |
|---|---|---|
| 30 cm | 2 | monolocali e angoli cottura |
| 60 cm | 4 | cucine comuni |
| 80 cm o più | da 4 a 5 | famiglie numerose e pentole grandi |
Le zone hanno un diametro che va da circa 14 a 30 cm.
Prima di scegliere, misurate l'apertura nel piano di lavoro e confrontatela con la misura di incasso indicata dal produttore. Sotto il piano lasciate spazio per la ventilazione e seguite il manuale, perché un cassetto subito sotto può limitare il raffreddamento.
Potenza e collegamento
Un piano a quattro zone ha di solito una potenza complessiva intorno a 7 kW. La piena potenza richiede di solito un allacciamento trifase e una linea dedicata con una propria protezione. Con il collegamento trifase si usa spesso un cavo 5 × 2,5 mm² e un interruttore da 16 A su ogni fase, ma i valori esatti li stabiliscono la targhetta dell'apparecchio, il manuale del produttore e la verifica dell'impianto.
Il collegamento va quindi affidato a un elettricista qualificato. In Italia gli impianti domestici sono spesso monofase: un piano con potenza maggiore si può collegare anche a una linea monofase, ma con la potenza limitata, cioè le zone non possono funzionare tutte a pieno regime insieme. Controllate anche che la potenza impegnata del contatore sia adeguata al piano, insieme agli altri elettrodomestici in uso. I piani da 30 cm hanno di solito una potenza inferiore.
Quali pentole per il piano a induzione
La pentola deve avere il fondo ferromagnetico. La prova è semplice: appoggiate una calamita sul fondo e, se resta ben attaccata, la pentola funzionerà. Un'altra garanzia è il simbolo dell'induzione sul fondo o sulla confezione. Alluminio, rame, vetro e ceramica senza strato per induzione non funzionano. Una pentola in acciaio inox va bene solo se il fondo è magnetico.
Il fondo deve essere piatto e avere una misura adatta alla zona. Una pentola troppo piccola su una zona grande scalda peggio e il piano potrebbe non riconoscerla. Non serve comprare tutto da capo: provate prima la calamita sulle pentole che avete e integrate le misure che mancano tra le pentole.
Pentole
Le funzioni che vale la pena avere
Sul mercato ci sono moltissime funzioni, ma ogni giorno ne userete solo alcune.
- Zone unibili. Due zone vicine si uniscono in un'unica superficie per una teglia ovale o una piastra per grigliare.
- Boost. Aumenta per poco tempo la potenza della zona, per esempio per portare l'acqua a ebollizione in fretta.
- Timer e spegnimento automatico. Controlla la cottura e spegne la zona se vi dimenticate di averla accesa.
- Blocco bambini. Blocca i comandi, così un bambino non può accendere il piano.
- Indicatore di calore residuo. Mostra quale zona è ancora calda.
I programmi per piatti specifici pagateli in più solo se li userete davvero.
Piani cottura
Comandi e aspetto
I comandi touch si puliscono facilmente, ma reagiscono anche all'acqua e alle dita bagnate. Le manopole sono più intuitive e si usano anche con le mani bagnate, ma le hanno solo alcuni modelli. La cornice protegge il bordo del vetro, mentre il piano senza cornice ha un aspetto più uniforme.
Gli svantaggi dell'induzione
L'induzione ha vantaggi evidenti, ma anche limiti da considerare prima dell'acquisto.
Pro
- Riscaldamento rapido e cambio di potenza immediato
- Superficie liscia, facile da pulire
- Senza pentola il piano non scalda
Contro
- Richiede pentole con il fondo magnetico
- Richiede un allacciamento elettrico più potente
- Alcune pentole ronzano ad alta potenza
- Di solito costa più di un piano in vetroceramica
- Chi porta un pacemaker deve consultare prima il medico
La scelta passo dopo passo
Misurate l'apertura
Confrontate l'apertura nel piano di lavoro con la misura di incasso indicata dal produttore.
Verificate l'allacciamento
Controllate se in cucina avete un allacciamento trifase e scegliete di conseguenza la potenza del piano.
Provate le pentole
Appoggiate la calamita sul fondo delle vostre pentole e contate quante restano utilizzabili sull'induzione.
Scegliete le zone
Per due persone bastano due zone, per una famiglia quattro, in base a quante pentole usate insieme.
Scegliete le funzioni
Aggiungete solo quelle che userete: zone unibili, boost e timer.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra piano a induzione e piano in vetroceramica?
L'induzione scalda direttamente il fondo della pentola con un campo magnetico, la vetroceramica scalda il vetro con una resistenza sottostante. L'induzione reagisce subito al cambio di potenza, ma richiede pentole con il fondo magnetico.
Conviene comprare un piano a induzione?
Conviene a chi cucina ogni giorno e apprezza il riscaldamento rapido e la pulizia facile. Mettete in conto un allacciamento più potente e pentole adatte. Se cucinate solo ogni tanto o avete pentole non magnetiche, basta una vetroceramica, che costa meno.
Quali sono gli svantaggi del piano a induzione?
Servono pentole con il fondo magnetico e un allacciamento elettrico più potente. Alcune pentole ronzano ad alta potenza e il piano di solito costa più di uno in vetroceramica.
Come si collega un piano a induzione?
Affidate il collegamento a un elettricista qualificato. Il piano si collega in modo fisso a una linea dedicata, meglio se trifase, ed è bene far controllare l'impianto.
Bastano 3 kW per un piano a induzione?
Di solito no, almeno per la piena potenza: serve una potenza impegnata maggiore, oppure un modello con la potenza limitata. Un piano a quattro zone ha di solito una potenza intorno a 7 kW, e con un allacciamento monofase la potenza resta limitata. Verificate la targhetta del piano, il manuale e la potenza impegnata del contatore insieme a un elettricista.
Che interruttore serve per un piano a induzione?
Per un piano trifase con potenza intorno a 7 kW si usa spesso un interruttore da 16 A su ogni fase e un cavo 5 × 2,5 mm². Il valore esatto lo stabiliscono la targhetta e il manuale, quindi fatelo confermare da un elettricista.
Qual è il miglior piano a induzione?
Non ne esiste uno solo, dipende dalla cucina. Per un monolocale va bene un piano da 30 cm, per una cucina comune uno da 60 cm con zone unibili, per una famiglia numerosa uno da 80 cm. Verificate sempre che il piano entri nell'apertura del vostro piano di lavoro.
Quali pentole servono per il piano a induzione?
Pentole e padelle con il fondo ferromagnetico. Le riconoscete perché una calamita si attacca saldamente al fondo.
Vi auguriamo di cucinare con il nuovo piano a induzione in fretta e senza pensieri!







































