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Come scegliere il piumino invernale senza avere freddo né caldo

Vi svegliate infreddoliti oppure sudati nel cuore della notte? Sulle etichette lampeggiano numeri che vanno dai 150 ai 900 grammi e da soli non vi dicono quasi niente. Vediamo che cosa indica davvero la grammatura, in che cosa la piuma è diversa dalla fibra, quanto costa ciascuna soluzione e come lavare il piumino senza appiattirlo. Alla fine riconoscete il momento in cui è da sostituire.

In breve

  • La grammatura non è normata. Lo stesso numero in un negozio è un quattro stagioni e in quello accanto un invernale.
  • Per una camera fredda servono almeno 400 g/m² di imbottitura, e sopra i mille metri conviene salire ancora.
  • La fibra si porta a casa con poche decine di euro, la piuma costa un ordine di grandezza in più.
  • Gli acari muoiono a sessanta gradi, temperatura che la piuma non regge. Quel lavoro tocca quindi al copripiumino.

Partiamo dalla grammatura. È il primo dato che vedete sulla confezione ed è anche il meno affidabile di tutti.

Che cosa dice la grammatura e perché non va presa alla lettera

La grammatura indica il peso dell'imbottitura per metro quadrato. A grandi linee corrisponde a quanto il piumino vi scalderà, solo che nessuna norma la divide in estivo, quattro stagioni e invernale.

La ripartizione se la fa ogni negozio per conto suo, e le differenze non sono piccole. Un venditore propone quattrocento grammi come versione da mezza stagione, un altro lo stesso numero come invernale a tutti gli effetti. La fascia fra i trecentocinquanta e i seicento grammi la trovate sotto entrambe le etichette.

StagioneGrammatura abitualeA chi va bene
Estivoda 150 a 300 g/m²camere già calde e chi sente presto il caldo
Quattro stagionida 350 a 600 g/m²mesi di passaggio, e in casa ben riscaldata anche l'inverno
Invernaleda 600 g/m² in sucamere fredde e dormienti freddolosi

Fascia approssimativa in cui si muovono i negozi italiani. I confini cambiano da marca a marca.

Invece di rincorrere il numero giusto usate un criterio pratico: in camera avete meno di diciotto gradi? Allora prendete da quattrocento grammi in su e semmai aggiungete ancora. Sotto le coperte vi viene caldo? Non comprate il pezzo più pesante dello scaffale, provate un'altra imbottitura.

Una categoria a parte sono i set quattro stagioni: due piumini più leggeri che si uniscono con i bottoni automatici. D'estate usate il più sottile, in primavera e in autunno quello più pieno, d'inverno tutti e due insieme. Chi non vuole tenere in casa due corredi separati ci si trova bene.

In Italia non esiste un solo inverno

Questo è il punto in cui le guide copiate da un altro Paese vi mandano fuori strada, perché il Paese va dalle Alpi alla Sicilia.

Il modo più rapido per capire in che inverno dormite è la zona climatica, la stessa che stabilisce quando potete accendere i termosifoni. A Milano e a Torino, zona E, l'impianto lavora quattordici ore al giorno da metà ottobre a metà aprile, e nelle ore in cui è spento la camera scende parecchio: lì un invernale pieno, dai seicento grammi in su, non è esagerato. A Roma, zona D, un quattro stagioni copre quasi tutto l'anno. A Napoli e a Palermo, zone C e B, il riscaldamento resta acceso poche ore e per pochi mesi, ma gli inverni sono miti: con il piumino più caldo del negozio finite per dormire scoperti, e vi serve piuttosto un medio che respiri bene. In montagna, dove non c'è nessun limite di accensione, vale il ragionamento opposto e la grammatura più alta è quella giusta.

Prima di guardare i numeri, insomma, guardate dove abitate e quanto è fredda la stanza a impianto spento. È l'unico dato che conta davvero.

L'imbottitura pesa più del numero

Due piumini con la stessa grammatura possono scaldare in modo completamente diverso. Dipende da che cosa hanno dentro.

Piuma d'oca e d'anatra

Il miglior rapporto fra calore e peso che possiate comprare. Il piumino vero e proprio, quello soffice, crea delle camere d'aria: vi scaldano quindi pochi grammi e non sentite nessun peso addosso. Smaltisce bene anche l'umidità, così sudate di meno.

Pro

  • Il calore più alto per grammo e una termoregolazione eccellente
  • Trattato bene dura molto più a lungo del sintetico

Contro

  • La scelta più cara: si parte da un centinaio di euro e gli invernali di qualità stanno fra i duecento e i cinquecento
  • Non va bene a chi è allergico alla piuma e per lavarlo servono un cestello grande e una certa cautela

Sull'etichetta cercate il rapporto fra piumino e piccole penne, per esempio 90 a 10. Più alta è la quota di piumino, più leggero e gonfio sarà il pezzo, e questo conta più della grammatura. La composizione è regolata dalla norma europea EN 12934. Se vi interessa da dove arriva la materia prima, cercate la certificazione Responsible Down Standard, che vieta la spiumatura da vivo e l'alimentazione forzata.

Fibra cava

L'imbottitura più diffusa e, per la maggior parte delle case, una buona prima scelta. Le fibre sintetiche sono cave all'interno, quindi l'aria ci resta dentro come nella piuma, solo con un peso maggiore.

Pro

  • Si lava in casa a 60 °C, asciuga in fretta e va bene a chi è allergico
  • Nelle grandi catene basta qualche decina di euro, le versioni di marca stanno fra i cento e i duecento

Contro

  • Dopo qualche stagione si schiaccia e perde gonfiore
  • A parità di calore pesa più della piuma

Microfibra

La sorella più fine dell'imbottitura precedente. È più sottile, quindi il piumino risulta più morbido e segue meglio il corpo. Cura e prezzo restano simili, la durata di solito è più breve.

Lana

Il vello di pecora o di cammello scalda anche in ambiente umido e regola benissimo la temperatura, il che sulla costa è un vantaggio concreto. Gli svantaggi sono il peso, la manutenzione impegnativa e il prezzo, che sugli invernali parte dai trecento euro. Lavaggio quasi sempre solo con programma delicato a 30 °C, o direttamente in lavanderia.

Cotone

Imbottitura pesante, traspirante e facile da gestire per chi non vuole né sintetico né prodotti animali. Scalda meno degli altri materiali, quindi da sola in una camera fredda non basta.

Le misure e perché conviene il lungo

In Italia la misura più comune per una persona sola è centocinquanta per duecento centimetri, e il copripiumino si trova ovunque.

Solo che la lunghezza di due metri basta fino a un'altezza intorno ai centottanta. Oltre quella soglia o vi coprite le spalle e scoprite i piedi, o il contrario. Chi è più alto passa alla versione allungata, cioè stessa larghezza e venti centimetri di margine in più.

Singolo
150 × 200 cm
Una piazza e mezza
200 × 200 cm
Matrimoniale
250 × 200 cm
Matrimoniale extra lungo
250 × 220 cm

La scelta fra un piumino grande e due separati dipende più da come dormite che dalla misura. Due pezzi distinti risolvono sia il tiro alla fune notturno sia il fatto che a ciascuno serve una grammatura diversa. Prima di mettervi a scegliere fra i piumoni, misurate il letto e aggiungete almeno trenta centimetri di ricaduta per lato.

Il tessuto esterno e le cuciture

Sulla confezione trovate anche il modo in cui l'imbottitura è suddivisa all'interno, ed è quello a stabilire se entro il mattino vi finisce tutta sui piedi.

La cassettatura tiene l'imbottitura in camere chiuse ed è quella giusta per la piuma. La trapuntatura a fasce costa meno e per la fibra cava è sufficiente. Senza nessuna cucitura mettete in conto che l'imbottitura col tempo si sposti a onde.

Il tessuto esterno deve essere a trama fitta, e sui modelli in piuma è obbligatorio, altrimenti cominciano a uscire le punte. Sotto il cotone e il raso si dorme nel modo più piacevole.

Il tog e le altre sigle in etichetta

Su alcune etichette, soprattutto delle marche del nord Europa, al posto della grammatura vi capita il tog. Indica la resistenza termica e più alto è il numero, più caldo è il piumino. Per orientarvi: gli estivi non superano il sette, i quattro stagioni restano sotto il dieci e gli invernali partono da 10,5.

I negozi italiani specializzati marcano quasi sempre in grammatura. Le grandi catene di arredamento fanno un'altra scelta ancora e scrivono direttamente il livello di calore a parole, dal tiepido al molto caldo, senza nessun numero: comodo da leggere, ma impossibile da confrontare fra una marca e l'altra.

Se di notte sentite caldo

Succede spesso e si confonde facilmente con un piumino troppo pesante: il problema può non essere nella grammatura, ma nel fatto che l'imbottitura non smaltisce l'umidità.

Il sintetico intorno al corpo trattiene il vapore più dei materiali naturali. Vi svegliate sudati e senza piumino invece avete freddo? Provate la stessa grammatura in un'imbottitura naturale. Aiuta anche abbassare la temperatura in camera e cambiare i copripiumini con altri in cotone, perché la microfibra lucida l'umidità non la lascia passare.

Allergie e acari

Qui due buoni consigli entrano in conflitto e vale la pena sapere come scioglierlo.

Gli acari li uccide con certezza solo il lavaggio a sessanta gradi. La piuma però regge al massimo quaranta, quindi il lavoro grosso lo deve fare il copripiumino. Chi soffre di allergia agli acari trova in genere indicato di lavare la biancheria del letto a pieno regime ogni una o due settimane, tenere la camera fra i 18 e i 20 gradi e l'umidità fra il 40 e il 50 per cento.

Quell'ultimo numero in molte case italiane è la parte difficile: nelle zone costiere e nei piani bassi poco coibentati l'umidità resta alta quasi tutto l'anno, ed è esattamente la condizione in cui gli acari prosperano anche d'estate. Un deumidificatore in camera, lì, fa più del piumino che scegliete.

Il piumino poi risolve il resto: chi ha una allergia alla piuma diagnosticata prende la fibra cava o la microfibra, che reggono entrambe le temperature alte. A completare il quadro serve una fodera antiacaro, che separa l'imbottitura dall'ambiente.

Lavaggio e asciugatura

Lavate il piumino almeno una volta l'anno, meglio due, a fine e a inizio stagione fredda.

  • Il sintetico regge i 60 °C e un programma normale. Nel cestello mettete due palline da tennis, che durante l'asciugatura rompono l'imbottitura e la riportano gonfia.
  • La piuma va lavata fra i 30 e i 40 °C con un detergente specifico e mai con l'ammorbidente. Poi asciugate l'imbottitura a fondo, perché da umida si appiattisce e prende odore.
  • La lana regge solo il ciclo più delicato che avete, altrimenti portatela direttamente in lavanderia.

Il cestello dovrebbe essere da almeno sette chili, altrimenti un piumino grande non si lava davvero. In una lavatrice più piccola conviene portarlo in lavanderia piuttosto che bagnarlo senza risciacquarlo bene.

Quando è il momento di cambiarlo

Prendetelo in mano e piegatelo a metà. Se non si rigonfia da solo, l'imbottitura ha finito il suo servizio.

Altri segnali: i grumi che si formano, i punti in cui il tessuto esterno si vede in trasparenza e la sensazione di avere freddo sotto una coperta che prima bastava. Il consiglio corrente parla di sostituzione dopo sei anni circa, il che torna per il sintetico economico. Sui pezzi in piuma di qualità i venditori promettono durate molto più lunghe. Quell'affermazione però arriva dal negozio e non da una misura indipendente, quindi fidatevi della prova della piega più che del numero di anni.

Domande frequenti

Che grammatura deve avere un piumino invernale?

Per una camera fredda da 400 g/m² in su, e in una stanza davvero gelida anche oltre i 600. Una soglia esatta non esiste, visto che la marcatura non è normata e ogni negozio si definisce le fasce da sé.

Meglio il piumino in piuma o in fibra?

L'imbottitura naturale scalda di più a parità di peso e dura più a lungo, ma costa parecchie volte tanto e a chi è allergico non va bene. Quella sintetica la lavate in casa a pieno regime e la pagate una frazione.

Ogni quanto si lava il piumino?

Una volta l'anno è il minimo, due è meglio. La biancheria del letto è un'altra faccenda e va in lavatrice all'incirca ogni due settimane.

A quanti gradi bisogna lavare per eliminare gli acari?

A sessanta. L'imbottitura in piuma una temperatura simile non la sopporta, quindi lasciate quel compito al copripiumino e proteggete il piumino con una fodera antiacaro.

Che misura di piumino scegliere?

La lunghezza di due metri copre una persona fino a circa centottanta centimetri. Chi è più alto apprezza il passaggio ai 220 di lunghezza, tenendo la stessa larghezza.

Che cosa vuol dire il tog sull'etichetta?

È la misura della resistenza termica, e più il numero è alto più il pezzo scalda. In Italia lo incontrate quasi solo sulle marche scandinave, perché da noi si marca in grammi al metro quadrato oppure con diciture come caldo ed extra caldo.

Come si capisce che il piumino è da buttare?

Piegatelo a metà e lasciatelo andare. Se non si rialza da solo nella forma di prima, l'imbottitura ha perso volume e il prossimo inverno non vi scalderà.

Che sotto il piumino nuovo dormiate così bene da svegliarvi tardi!

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