In breve
- In casa mantenete l'umidità relativa tra il 40 e il 60%. Un igrometro costa una decina di euro ed è la spesa più bassa che potete fare per stare bene in casa.
- A 21 °C e con il 60% di umidità si copre di condensa qualunque superficie più fredda di 13 °C. Ecco perché le gocce nascono sul vetro e negli angoli verso l'esterno.
- Arieggiate a finestre spalancate per cinque o dieci minuti, quattro volte al giorno. Il vasistas socchiuso è la scelta peggiore che esista.
- Una famiglia di quattro persone immette nell'aria dai dieci ai dodici litri d'acqua al giorno.
Cominciamo da dove arriva quell'acqua, perché da fuori non entra.
Cosa troverete nell'articolo:
Da dove arriva l'acqua
L'umidità nelle stanze non filtra dall'esterno, la producete voi. Un adulto tra respiro e traspirazione ne rilascia circa un litro e mezzo al giorno. Poi aggiungete i fornelli, la doccia, i piatti da lavare e le piante sul davanzale.
- Respiro e traspirazione: da 1 a 1,5 litri a persona al giorno
- Cucinare e lavare i piatti: da 0,5 a 1 litro
- Una doccia: 0,3 litri
- Un carico di bucato steso in casa: da 2 a 3 litri
- Dieci piante da appartamento: circa 1 litro
Quattro persone arrivano così a oltre dieci litri quotidiani. Tutta quell'acqua deve uscire, altrimenti condensa sul punto più freddo che riesce a trovare.
Quali numeri tenere d'occhio
Comprate un igrometro e mettetelo in mezzo alla stanza, non sul davanzale e nemmeno vicino al termosifone. Da lì in poi vi bastano due valori.
- Umidità relativa tra il 40 e il 60%, d'inverno più vicina al limite basso
- Soggiorno dai 20 ai 22 °C, camera da letto dai 18 ai 20, bagno 24
Sotto il 30% cominciano a seccarsi le mucose e a screpolarsi i mobili in legno. Sopra il 60% prosperano acari e muffa. Tra questi due paletti avete un margine comodo, solo che dovete difenderlo anche a gennaio, quando il riscaldamento asciuga l'aria e voi tendete a sigillare ogni fessura. La norma italiana fissa peraltro il limite per le abitazioni a 20 °C con due gradi di tolleranza, quindi quei valori li rispettate senza sforzo.
Perché le finestre piangono
L'aria calda porta con sé più vapore di quella fredda. Quando incontra una superficie gelida si raffredda e ci lascia sopra l'acqua in eccesso. La temperatura alla quale succede si chiama punto di rugiada.
In una stanza a 21 °C i valori sono questi. A sinistra sta l'umidità relativa, a destra la temperatura della superficie sulla quale l'acqua condensa:
- 40%: 7 °C
- 50%: 10 °C
- 60%: 13 °C
- 70%: 15 °C
In una notte di gelo il vetro dentro il telaio arriva tranquillamente a 8 °C e la parete dietro l'armadio a 14 °C. Confrontate con la tabella e capite subito perché le gocce atterrano proprio lì. Togliere dieci punti percentuali di umidità sposta il punto di rugiada tre gradi più in basso, e di solito tanto basta.
Come arieggiare
Il ricambio rapido cambia l'aria senza dare tempo alle murature di raffreddarsi. Spalancate la finestra e richiudetela entro dieci minuti al massimo. Il termosifone sotto il davanzale abbassatelo, così non riscaldate la strada.
- Al risveglio, perché di notte in camera l'umidità sale al massimo
- Subito dopo la doccia e dopo aver cucinato
- Nel pomeriggio e prima di andare a letto
Ancora più veloce è la corrente tra due finestre opposte, che vi risolve tutto in tre minuti. Il vasistas socchiuso invece è una trappola: cambia pochissima aria e in compenso raffredda le spallette intorno al telaio fino alla temperatura di condensa. È esattamente lì che la muffa attacca per prima.
Dove la muffa parte per prima
Guardate i punti in cui la parete è più fredda di quelle accanto. Di solito sono l'angolo verso il muro perimetrale, lo spazio dietro l'armadio, le spallette delle finestre, il cantuccio dietro il comodino e il soffitto del bagno.
- Staccate i mobili dalla parete fredda di 5 o 10 cm
- Nell'angolo non mettete un armadio pieno, ma una libreria aperta
- La cassettiera sul muro freddo alzatela, così l'aria passa anche sotto
- In camera al mattino scoprite il letto, perché anche il materasso è una superficie fredda
La macchia nera non copritela con la pittura. Il colore nasconde la muffa per qualche settimana, poi quella torna fuori, visto che la causa è rimasta dov'era. Prima sistemate umidità e temperatura, poi trattate la superficie con un prodotto antimuffa e solo alla fine ridipingete.
Deumidificatore
L'apparecchio aspira l'aria, le toglie l'acqua raccogliendola in una tanica e la restituisce più secca. Serve nelle case dove arieggiando non scendete comunque sotto il 60%: una stanza seminterrata, un bagno cieco, un appartamento appena ristrutturato o allagato. I modelli li trovate tra i deumidificatori.
Attenzione al dato sulla resa. Il costruttore dichiara i litri in 24 ore misurati a 30 °C e con l'80% di umidità, cioè in condizioni tropicali. In un soggiorno al 55% e a 21 °C la macchina ne tira fuori circa un terzo, quindi per una stanza di venti metri quadri puntate su un modello da 10 o 12 litri.
- Risolve quello a cui il ricambio d'aria non arriva
- Quasi tutti i pezzi asciugano anche il bucato
- Consumo tra 200 e 500 W, circa dieci centesimi l'ora
Contro:
- Rumorosità tra 40 e 50 dB, di notte in camera dà fastidio
- La tanica va svuotata ogni giorno, oppure serve un tubo verso lo scarico
- Non sostituisce le finestre aperte, l'aria fresca non ve la porta
A compressore o ad adsorbimento
La differenza è una sola e a decidere è la temperatura della stanza. L'apparecchio a compressore condensa il vapore su un evaporatore freddo, quindi ha bisogno di tepore intorno. Sotto i 15 °C la resa cala in fretta e l'evaporatore si copre di brina.
Il modello ad adsorbimento invece lega l'acqua a un rotore con materiale essiccante e lavora anche a 1 °C. Costa di più e consuma qualcosa in più, però in un garage gelido, in una seconda casa o in cantina è l'unico utilizzabile.
- Casa riscaldata sopra i 15 °C: a compressore
- Cantina, garage, casa non riscaldata: ad adsorbimento
Asciugare il bucato
Un carico di lavatrice libera in casa due o tre litri d'acqua. Se lo stendete in soggiorno e tenete la finestra chiusa, l'igrometro schizza oltre il 70% e il punto di rugiada si sposta a 15 °C. Le gocce sul vetro ve le siete garantite.
Quando non avete alternative, stendete in una stanza sola, chiudete la porta e lasciate lavorare il deumidificatore oppure una finestra accostata. L'asciugatrice a pompa di calore raccoglie la condensa in un serbatoio e nell'ambiente non rilascia nulla.
Quando chiamare un tecnico
Nella maggior parte dei casi ve la cavate da soli cambiando qualche abitudine. Ci sono però situazioni in cui la causa sta nell'edificio e arieggiare non basta.
- La macchia umida sale dal pavimento, segno di umidità di risalita
- La muffa copre più di mezzo metro quadro
- Le gocce si formano anche con l'umidità sotto il 50%
- La macchia si inzuppa dopo la pioggia, il che indica un'infiltrazione
In quei casi fate eseguire un'indagine termografica. Mostra i ponti termici nella parete e vi dice se il problema sono il cappotto, gli infissi o un dettaglio costruttivo fatto male. L'igrometro da dieci euro resta comunque il primo passo, quello che potete fare già stasera.










