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Albero di Natale vero o artificiale e quale specie resiste di più

Comprate l'albero ogni anno e per la vigilia ve ne resta uno scheletro con gli aghi sparsi sul tappeto? Oppure state valutando l'artificiale e non sapete se ne valga la pena? Vediamo quanto dura ciascuna specie e perché, quanto si spende oggi in Italia, che differenza c'è fra gli aghi finti economici e quelli cari e che cosa comporta un albero in vaso. Alla fine trovate le istruzioni per tenere fresco il più a lungo possibile un albero reciso.

In breve

  • Un albero appena tagliato contiene circa il 60 per cento d'acqua. Dopo dieci giorni in una stanza riscaldata l'abete rosso scende al 30 per cento, il pino al 42 e l'abete bianco al 48.
  • L'abete rosso perde quindi gli aghi in una quindicina di giorni, il pino regge un mese e l'abete bianco arriva tranquillamente a primavera.
  • Un albero beve fino a mezzo litro d'acqua al giorno. Il livello deve restare sopra il taglio, altrimenti il tronco smette del tutto di bere.
  • L'artificiale diventa conveniente per l'ambiente solo dopo una lunghissima serie di anni. Le stime divergono, lo studio più citato parla di oltre venti.

Cominciamo da quello che dispiace di più: perché un albero attraversa tutte le feste e un altro lascia cadere gli aghi prima ancora della cena della vigilia.

Quale specie resiste di più

La differenza fra le specie non è un'impressione, è una cosa misurabile. I ricercatori dell'università Mendel di Brno, in Cechia, hanno misurato con quale velocità ciascuna specie si disidrata in una stanza riscaldata.

SpecieAcqua rimastaQuanto dura in casa
Abete rosso30%circa due settimane
Abete rosso pungente, il ceppo argentatointorno al 30%dalle due alle tre settimane
Pino42%grosso modo un mese
Abete del Caucaso, il Nordmann48%fino a primavera

Misure svolte in un ambiente riscaldato, su alberi recisi di prima qualità.

L'ordine è chiaro e il prezzo lo ricalca. Secondo i rivenditori italiani un albero vero reciso costa fra i 25 e gli 80 euro, con l'abete rosso all'estremo basso della forbice e il Nordmann in cima, mentre le piante molto alte superano i cento. Chi monta l'albero presto e lo vuole tenere fino all'Epifania risparmia proprio pagando di più all'inizio.

Perché il Nordmann non perde gli aghi

Le ragioni sono due e le vedete entrambe a occhio nudo.

L'abete del Caucaso ha sugli aghi uno strato di cera più spesso, che frena l'evaporazione. L'abete rosso ce l'ha sottile, quindi perde acqua più in fretta. E poi conta il modo in cui l'ago sta attaccato al rametto: il Nordmann lo appoggia con il lato largo, mentre l'abete rosso tocca il ramo con una superficie minuscola. Meno superficie significa che l'attacco si secca prima e l'ago si stacca.

Per lo stesso motivo su un abete rosso messo accanto al termosifone non c'è cura che tenga. Il calore e l'aria secca non fanno che accelerare il processo. Il rovescio della medaglia del Nordmann, oltre al prezzo, sono i rami robusti e ben distanziati, che reggono senza problemi gli addobbi natalizi pesanti.

Vero oppure artificiale

Pro

  • L'albero vero profuma, viene da una risorsa rinnovabile e dopo le feste diventa cippato
  • Il prezzo d'acquisto è più basso e non dovete conservarlo per undici mesi

Contro

  • Va ricomprato ogni inverno, portato a casa e alla fine smaltito
  • Gli aghi cadono e bisogna innaffiarlo

Pro

  • L'artificiale non perde niente, non si innaffia e lo riutilizzate
  • Conviene a chi è allergico e dove comprarlo ogni anno sarebbe una complicazione

Contro

  • È fatto di plastica, che in pratica non si riesce a riciclare
  • Dal punto di vista ambientale pareggia il vero solo dopo moltissimi anni d'uso

All'ultimo punto vanno attaccati i numeri, perché in giro vengono distorti spesso. Lo studio comparativo sul ciclo di vita più citato, realizzato dalla canadese Ellipsos, ha calcolato che un albero artificiale deve durare più di vent'anni per battere quello comprato ogni anno. A un albero vero di due metri ha attribuito circa 24 chilogrammi di anidride carbonica, al suo equivalente artificiale il doppio.

Altre stime sono più indulgenti e parlano di dieci anni. Il problema però sta altrove: le indagini mostrano che una famiglia media butta l'albero artificiale dopo sei stagioni circa, cioè molto prima che una qualsiasi di quelle soglie venga raggiunta.

Gli aghi finti, 2D oppure 3D

I prezzi degli alberi artificiali partono da una sessantina di euro e arrivano a diverse centinaia per le misure domestiche abituali. Un pezzo economico e uno costoso si distinguono guardando i rami.

  • L'ago 2D nasce tagliando a striscioline un foglio di PVC. È piatto e a vederlo somiglia alla carta. Gli alberi artificiali più economici hanno soltanto questo.
  • L'ago 3D viene stampato in polietilene dentro uno stampo, quindi ha un volume e una forma veri. Sembra credibile, ma fa salire il prezzo.
  • La combinazione mette gli aghi 3D sulla parte esterna dei rami e i 2D più economici all'interno, dove tanto non si vedono. È un buon compromesso fra prezzo e resa.

Quando scegliete, prendete in mano la punta di un ramo. Se le striscioline tornano al loro posto e non restano attorcigliate, l'albero sopravvive a più di un montaggio.

L'albero vivo in vaso

Sembra la soluzione migliore di tutte, però ha un aspetto di cui si parla poco.

Conta la radice, non il vaso. L'albero deve essere cresciuto nel contenitore per almeno una stagione. Gli esemplari infilati nel vaso poco prima della vendita hanno le radici tagliate e in giardino non attecchiscono. Li riconoscete facilmente: li sfilate quasi senza resistenza e la terra intanto si sbriciola.

Su questo il clima italiano aggiunge un avvertimento che altrove non serve. L'abete rosso e il Nordmann sono specie di montagna, abituate a estati fresche e a terreni che non si asciugano mai del tutto. Nelle Alpi e in collina un albero cresciuto in vaso ha una possibilità concreta di attecchire. In un giardino mediterraneo, con due mesi di siccità e quaranta gradi ad agosto, quella possibilità si avvicina allo zero qualunque cura gli diate. Se abitate al centro o al sud e volete comunque un albero vivo, tenetelo in vaso all'ombra tutto l'anno invece di piantarlo, oppure orientatevi su una conifera mediterranea.

Se decidete di provarci, attenetevi a due regole: in casa al massimo dieci o quattordici giorni e innaffiatura con acqua tiepida o fredda. Dopo le feste non spostate l'albero direttamente al gelo, lasciategli il tempo di acclimatarsi, per esempio in garage fra i cinque e i dieci gradi.

Come tenere fresco un albero reciso

  1. Lasciatelo qualche giorno al fresco

    Sul balcone o in cantina l'albero si adatta con calma. Portarlo dal freddo dritto nella stanza riscaldata è il salto più brutale che possiate fargli fare.

  2. Accorciate la base del tronco

    Bastano un paio di centimetri. Il taglio fresco riapre le vie con cui l'albero assorbe l'acqua.

  3. Mettetelo in un supporto con acqua

    La vasca deve tenerne almeno tre litri. In un giorno ne sparisce anche mezzo.

  4. Controllate il livello ogni giorno

    Appena scende sotto il taglio, il tronco si chiude con la resina e smette di bere. Rabboccare dopo non serve più.

  5. Tenetelo lontano dal calore

    Termosifone, camino e riscaldamento a pavimento accanto all'albero non li volete. Il calore secco accelera la caduta degli aghi più di qualsiasi altra cosa.

Il primo passaggio cambia parecchio a seconda di dove abitate. Al nord il balcone a dicembre sta vicino allo zero ed è il posto perfetto. Al sud e sulla costa il balcone è già mite, quindi lo sbalzo è piccolo e quella sosta serve meno: in compenso lì gli impianti restano accesi poche ore al giorno e le stanze si mantengono fresche, che per l'albero è la condizione migliore. Dove invece il riscaldamento lavora quattordici ore su ventiquattro, l'aria si asciuga e anche un Nordmann perde colore prima del previsto.

Le stelline sull'albero non ci vanno

Questa non è una raccomandazione da persone ansiose, è una faccenda di numeri.

Dopo circa tre settimane in una stanza riscaldata un abete è disidratato al punto che gli aghi prendono fuoco da una comune stellina scintillante. Le stelline bruciano a una temperatura intorno ai mille gradi, mentre il legno si incendia già fra i 250 e i 350. Il margine, insomma, non esiste proprio.

Accendetele quindi solo sopra una base non infiammabile e lontano dall'albero. L'alternativa sicura sono le luci di Natale, dove basta controllare che il modello sia destinato agli interni.

Quale altezza scegliere

Misurate il soffitto prima di andare a prendere l'albero. Nelle case moderne siete di solito intorno ai 2,70 metri, che è anche l'altezza minima prevista per i locali abitabili, mentre nei palazzi d'epoca si superano tranquillamente i tre metri e mezzo.

Da quell'altezza togliete il supporto e il puntale. Se siete indecisi fra due misure, prendete la più bassa: un albero incastrato sotto il soffitto sembra compresso e il puntale comunque non lo raddrizzate. Non dimenticate nemmeno la larghezza, perché gli alberi si differenziano anche per quanto arrivano lontano i rami più bassi.

Domande frequenti

Qual è l'albero di Natale vero che dura di più?

L'abete del Caucaso, quello venduto come Nordmann. Si disidrata più lentamente di ogni altra specie e in casa arriva fino a primavera, mentre l'abete rosso resta spoglio nel giro di due settimane.

Perché l'albero di Natale perde gli aghi così in fretta?

Nell'abete rosso gli aghi toccano il rametto con una superficie minima e lo strato di cera che li ricopre è sottile. L'attacco si secca quindi prima che nel Nordmann, che li porta appoggiati con il lato largo.

Quanta acqua beve un albero di Natale?

Circa mezzo litro al giorno. Più della quantità conta però che il livello non scenda mai sotto il taglio: una volta che il tronco si è chiuso con la resina, non riprende più a bere.

Conviene l'albero artificiale dal punto di vista ambientale?

Soltanto dopo moltissime stagioni. Il calcolo del ciclo di vita più noto indica oltre vent'anni, le stime più morbide dieci. La maggior parte delle famiglie intanto se ne libera già dopo sei.

L'albero in vaso sopravvive se lo pianto in giardino?

Solo se nel vaso ci è cresciuto davvero, e solo se il clima gli assomiglia a quello di montagna da cui proviene. Sugli esemplari rinvasati in fretta nel punto vendita non sopravvive quasi nessuno.

Quanto può restare in casa un albero in vaso?

Due settimane sono il massimo. Dopo va portato al fresco, dove si riabitua gradualmente alla temperatura esterna.

Si possono appendere le stelline all'albero?

No. Dopo tre settimane con il riscaldamento acceso gli aghi sono talmente secchi che una stellina li incendia. La fiamma brucia centinaia di gradi sopra la temperatura a cui il legno prende fuoco.

Che quest'anno l'albero vi resti fresco fino al momento in cui sarete voi a volerlo salutare!

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