In breve
- Un carico da sei chili centrifugato a mille giri lascia in casa quasi tre litri e mezzo d'acqua.
- Una centrifuga più veloce vi toglie metà del lavoro: fra i mille e i milleseicento giri, su un carico pieno, ballano più di mille millilitri.
- Sull'asciugatrice non decide la pompa di calore, decide la classe energetica. Fra la A e la F i consumi raddoppiano.
- La muffa non guarda l'igrometro appoggiato al tavolo. Conta quanto è umida l'aria a contatto con la parete più fredda.
Cominciamo da quell'acqua, perché senza quel numero non potete decidere se basta socchiudere una finestra o se serve un apparecchio.
Cosa troverete nell'articolo:
Quanta acqua esce dal bucato
I panni lavati non sgocciolano, evaporano. E tutto quello che si libera dal tessuto resta dentro casa con voi.
Quanta acqua rimane nella fibra dopo la centrifuga lo trovate sull'etichetta energetica della lavatrice, sotto la voce umidità residua. È una percentuale del peso del bucato asciutto, quindi si converte in litri senza fatica: un carico da sei chili con umidità residua al 62 per cento trattiene circa 3,7 litri d'acqua.
Le guide per la casa citano più spesso due o tre litri. La differenza sta probabilmente nel fatto che quasi nessuno lava a pieno carico. Restano comunque litri e finiscono tutti nell'aria.
Un adulto, fra respiro e traspirazione, ne immette circa due al giorno. Un'asciugatura pesa quindi sull'appartamento più di un ospite in più. Lavate tre volte a settimana e non arieggiate? Allora quell'umidità non ha nessun posto dove andare.
La centrifuga fa metà del lavoro
Il deumidificatore più economico che avete in casa è la lavatrice.
L'etichetta europea divide le lavatrici in classi di centrifuga in base all'umidità residua. Più bassa è la percentuale, meno acqua portate allo stendino.
| Classe di centrifuga | Umidità residua | Giri tipici | Acqua nel carico |
|---|---|---|---|
| A | sotto il 45% | 1600 e oltre | circa 2,7 l |
| B | dal 45 al 54% | intorno a 1400 | circa 3,0 l |
| C | dal 54 al 63% | intorno a 1000 | circa 3,5 l |
| D ed E | dal 63 all'81% | intorno a 800 | circa 4,3 l |
Classi secondo il regolamento (UE) 2019/2014. I litri sono la conversione su un carico da sei chili.
Sulla carta il salto fra la classe C e la A sembra una sciocchezza, ma su un carico solo vale quasi un litro d'acqua che non dovete più mandare fuori dalla finestra. I giri alti hanno però il loro prezzo: il cotone si stropiccia e i capi delicati soffrono, quindi teneteli per asciugamani, lenzuola e jeans.
Date un'occhiata anche al programma con centrifuga finale prolungata. Sui tessuti pesanti quei pochi minuti in più si sentono parecchio.
Lo stendino e l'aria intorno
Lo stendino da solo non risolve niente, distribuisce solo l'acqua per casa. Quello che conta è che cosa fate dell'aria che ci sta attorno.
Chiudete la porta della stanza con lo stendino
Così l'umidità non si sparge nel resto della casa, e soprattutto non arriva in camera da letto.
Spalancate la finestra per cinque o dieci minuti
L'arieggiamento a finestre aperte cambia davvero l'aria. Il vasistas sempre socchiuso la raffredda soltanto, e sugli sguinci poi si forma la condensa.
Richiudete e riscaldate
L'aria calda trattiene più vapore di quella fredda, quindi il carico successivo asciuga più in fretta.
Ripetete più volte al giorno
Una sola arieggiata al mattino non basta per diversi litri d'acqua.
Lo spazio fra un capo e l'altro conta più delle dimensioni dello stendino. I panni appesi uno sull'altro impiegano il doppio del tempo e nel frattempo fanno in tempo a prendere odore di chiuso. Se in casa avete un solo stendibiancheria, conviene prenderne un secondo e stendere più larghi.
Quando serve il deumidificatore
Il deumidificatore è il modo più rapido per togliere l'acqua da casa senza aprire le finestre.
In una stanza chiusa porta l'asciugatura sotto le dodici ore e raccoglie l'acqua in una tanica che poi svuotate. I modelli domestici assorbono intorno ai duecento watt, cioè meno di sei centesimi l'ora, e tirano fuori dai sedici ai venti litri al giorno, quindi far funzionare loro costa meno che accendere un cestello.
Un limite però c'è ed è stagionale. I deumidificatori a compressore lavorano bene solo sopra i dieci o quindici gradi, perché il loro circuito frigorifero ha bisogno di calore. In un corridoio non riscaldato, in garage o in una casa di villeggiatura serve quindi un modello ad adsorbimento, a cui il freddo non dà fastidio. Lo pagate con un consumo un po' più alto.
C'è poi una situazione tipicamente italiana in cui l'apparecchio si ripaga da solo: le giornate umide sulla costa. Se fuori l'aria sta all'ottanta per cento, spalancare la finestra non asciuga niente, vi porta dentro altro vapore. Lì il deumidificatore è l'unica strada.
Se vi ritrovate anche con i vetri appannati e la macchia nell'angolo, date un'occhiata alla guida dedicata all'umidità in casa, dove l'argomento è sviscerato per bene.
Quale asciugatrice e quanto costa
Qui conviene liberarsi di una convinzione molto diffusa. La pompa di calore da sola non garantisce consumi bassi. Dopo l'inasprimento dell'etichetta nel 2021 i modelli a pompa si sono distribuiti su tutte le classi e fra loro ne trovate anche di quelli che consumano il doppio dei più parsimoniosi.
Guardate la classe energetica e il consumo su cento cicli. Un modello da nove chili con pompa di calore può riportare in etichetta 1,45 kWh a ciclo e la classe E, mentre i pezzi migliori restano intorno alla metà.
| Soluzione | Consumo su 100 cicli | Costo di un'asciugatura | All'anno con 160 cicli |
|---|---|---|---|
| Classe A, la migliore | circa 73 kWh | 0,22 € | 35 € |
| Classi E ed F | circa 145 kWh | 0,43 € | 69 € |
| Lavasciuga | da 250 a 300 kWh | da 0,75 a 0,90 € | oltre 120 € |
| Deumidificatore accanto allo stendino | dipende dalle ore di funzionamento | pochi centesimi | difficile da stimare |
| Stendino vicino alla finestra | 0 kWh | 0 € | lo pagate in calore buttato fuori |
Calcolato a 0,2966 € per kilowattora, il prezzo pagato in Italia nel secondo semestre del 2025 secondo Eurostat, tasse comprese. Importi arrotondati.
La lavasciuga esce peggio di tutte ed è il prezzo che pagate per risparmiare spazio. Chi ha dove mettere due apparecchi separati se li ripaga.
Pro
- L'asciugatrice porta l'acqua fuori casa, così il problema dell'umidità non si pone proprio
- Il bucato è pronto in poche ore invece che in due giorni e non prende odore
Contro
- Il prezzo d'acquisto e lo spazio che pretende
- Con le classi basse sulla bolletta pagate il doppio rispetto ai modelli migliori
Dove lo stendino non va messo
Tre posti che sembrano comodi e creano problemi:
- Sul termosifone. Un radiatore coperto scalda peggio, e la testina termostatica sotto un asciugamano bagnato misura un caldo che non c'è, chiude la mandata e vi lascia la stanza fredda.
- In camera da letto. Finite per dormire nella stanza più umida della casa e al mattino trovate i vetri bagnati. Una combinazione peggiore non esiste.
- In un bagno senza aspirazione. Un locale piccolo con la ventola guasta si satura nel giro di un'ora e il bucato non asciuga affatto.
Il posto migliore è una stanza non riscaldata ma arieggiabile, oppure al contrario una riscaldata con estrazione d'aria. L'ideale senza compromessi non esiste, il punto è non aggiungere acqua dove ce n'è già abbastanza.
Quanta umidità va ancora bene
Qui vi imbattete in indicazioni diverse fra loro e vale la pena sapere da dove arrivano.
- Intervallo consigliato in casa
- dal 40 al 60%
- Con allergia agli acari
- dal 40 al 50%
- Temperatura in camera da letto
- dai 18 ai 20 °C
- Limite di legge per il riscaldamento
- 20 °C con 2 gradi di tolleranza
Non è un disaccordo sui fatti, è una differenza di scopo. L'intervallo largo guarda al benessere di chi abita la stanza, quello stretto punta agli acari, che sopra il cinquanta per cento si trovano benissimo. Chi in casa non ha nessun allergico può stare tranquillamente nella fascia più ampia.
Dove compare la muffa
Le macchie scure nell'angolo dietro l'armadio o intorno al telaio della finestra dicono che l'umidità è di casa da parecchio.
Il dettaglio su cui quasi tutti i consigli inciampano è questo: conta l'umidità a ridosso della parete più fredda, non quella che l'igrometro segna in mezzo alla stanza. Un'aria che nel soggiorno sta a un comodo sessanta per cento, sullo sguincio gelido o dietro il mobile appoggiato al muro perimetrale arriva a ottanta, e da lì in poi alla muffa non si oppone più niente. Ecco perché le macchie saltano fuori sulle pareti a nord, dietro i mobili accostati e intorno ai ponti termici.
In Italia questa faccenda non è affatto limitata all'inverno, e il motivo sta nelle zone climatiche. A Milano, zona E, l'impianto può restare acceso quattordici ore al giorno da metà ottobre a metà aprile. A Palermo, zona B, le ore scendono a otto e il periodo si stringe da dicembre a fine marzo. Nelle case mediterranee mal coibentate i muri passano quindi gran parte dell'anno freddi e senza nessun riscaldamento che li asciughi, mentre l'aria fuori resta umida: è la ragione per cui in molte zone del Paese la macchia nell'angolo è un problema di stagione lunga e non un guaio di gennaio.
Passare uno straccio non basta, la macchia torna finché non abbassate l'umidità e non lasciate circolare aria dietro i mobili. Quando poi la causa è nell'edificio, un ponte termico o un'infiltrazione, in affitto è una questione da girare al proprietario e non un lavoro da sbrigare con la spugna.
Compratevi un igrometro, costa una decina di euro. Senza un numero davanti litigate con una sensazione, e d'inverno la sensazione inganna.
Domande frequenti
Quanta acqua c'è in un carico di bucato?
Su sei chili lavati in una macchina di classe di centrifuga C si parla di circa tre litri e mezzo. Il vostro numero lo ricavate dall'umidità residua in etichetta, che dice quanta parte del proprio peso da asciutto il tessuto sta ancora trattenendo.
Meglio stendere con la finestra aperta o arieggiare a intervalli?
Poco tempo e a finestre spalancate, ripetendo nell'arco della giornata. Una finestra socchiusa in permanenza non ricambia l'aria, raffredda soltanto gli sguinci, e lì poi l'acqua si deposita.
Perché non si deve stendere il bucato sul termosifone?
La testina sotto la stoffa bagnata legge un calore falso e abbassa la mandata, così si raffredda tutta la stanza. L'umidità intanto si libera in un colpo solo invece che a poco a poco.
Quanto costa un ciclo di asciugatrice?
Ai prezzi dell'energia di oggi siete intorno ai venti centesimi con gli apparecchi più efficienti e poco oltre i quaranta con i peggiori.
La pompa di calore vuol dire asciugatrice a basso consumo?
No. I modelli a pompa oggi coprono tutta la scala, dalle classi migliori fino alla E. Fidatevi del consumo stampato in etichetta.
Il deumidificatore serve in una stanza fredda?
Un modello a compressore sotto i dieci o quindici gradi non combina quasi nulla. Per gli ambienti freddi va scelto il tipo ad adsorbimento.
A che umidità comincia a formarsi la muffa?
Il rischio parte intorno all'ottanta per cento sulla superficie più fredda della stanza. Un igrometro appoggiato al tavolo, nello stesso momento, può segnare molto meno.
Che il bucato vi asciughi prima ancora che vi ricordiate di averlo steso!










